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Le prime teorie cosmologiche di cui si abbia conoscenza, sono state sviluppate circa  intorno al 4000 a.C. presso i popoli della Mesopotamia, erano formulate sulla base di dati empirici raccolti durante semplici osservazioni del cielo. Si fondavano sull’assunzione che la Terra fosse ferma al centro dell’universo, e che tutti i Pianeti girassero  intorno a essa. La medesima concezione ricevette il consenso del filosofo Aristotele e dell’astronomo Tolomeo, entrambi sostenitori dell’ipotesi di un universo finito, sostanzialmente statico.
Cosmologia
Soprattutto a causa del prestigio di Aristotele, l’ipotesi che la Terra costituisse il centro dell’universo rimase praticamente immutata fino al 1543, quando l’astronomo polacco Niccolò Copernico pubblicò il
 De revolutionibus orbium coelestium (La rivoluzione delle sfere celesti). Lui propose un nuovo modello planetario che vedeva i pianeti muoversi su orbite circolari intorno al Sole (secondo la teoria, situato al centro dell’universo), riconoscendo così che il moto delle stelle fosse dovuto in realtà alla rotazione della Terra intorno al proprio asse.
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Il passo successivo venne compiuto dall’astronomo tedesco Giovanni Keplero il quale, era un convinto sostenitore delsistema di Copernico, enunciò le tre leggi che regolano il moto dei pianeti. L’ipotesi copernicana trovò poi in Galileo uno dei più illustri sostenitori. Il matematico e fisico britannico Isaac Newton dedusse le leggi di Keplero dai principi generali del moto e dalla teoria della gravitazione universale, dimostrando la validità generale di queste teorie.

 

 
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